12 FALSI MITI SULLA FOTOGRAFIA

MITO 1. “Oggi non esco a fotografare perché non c’è una buona luce”.

Non esiste la cattiva luce. Finché c’è luce ci sarà sempre la possibilità di fare delle immagini spettacolari.

Mito 2. “Durante una passeggiata devo portare con me tutti gli obbiettivi, nel caso in cui…”.

Ovviamente se non ti dispiace faticare come un mulo per portarti dietro tutti gli obbiettivi e le due reflex di cui disponi, non sarò di certo io a vietarti di farlo.

Mito 3. “Scatto 1000 fotogrammi al secondo così aumento le mie possibilità di successo”.

Allora… questo mito va analizzato con un po’ di attenzione perché non è del tutto una soluzione errata. Voglio dire con ciò che se scatto 1000 fotogrammi cercando di azzeccare il momento giusto, allora non serve a nulla, sé invece concentro la mia mente a qualcosa di concreto come una scena libera di reportage, allora può tornarmi utile se decido di avere più change nel fermare un momento preciso.

Mito 4. “Non posso fotografare perché non ho il treppiede”.

Indubbiamente il treppiede è uno strumento molto utile, ma a volte può diventare anche una palla al piede e per questo motivo sarà capitato anche a te di lasciarlo a casa.

Mito 5. “Non trovo spunti creativi, devo fare un viaggio”.

Bella questa. E’ una delle scuse più vecchie del mondo. Si si… si tratta proprio di una scusa bella e buona. Ti svelo una cosa sensazionale: anche il giornalaio sotto casa ogni tanto si sente giù di morale, ma non per questo prende il primo aereo per qualche posto esotico al fine di ricaricarsi.

Mito 6. “Potrei fare foto migliori, se solo avessi una fotocamera migliore”.

Questo mito è nella sesta posizione, ma meriterebbe il primo posto. Di la verità, anche tu un po’ sei convinto di questa cosa. E’ assolutamente normale. Ebbene posso garantirvi che anche la migliore attrezzatura del mondo non farà di voi dei grandi fotografi, bensì delle persone che hanno speso centinaia di migliaia di euro per delle cose.

Mito 7. “Sono troppo vecchio per imparare a usare una macchina fotografica digitale”.

Purtroppo è vero. Le fotocamere digitali hanno questa brutta caratteristica che per realizzare una foto bisogna premerne il pulsante di scatto.

Mito 8. “Mi pagano per fare fotografie, per cui ho imparato tutto quello che serve”.

Bravo coglione. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità! Una volta che pensi di sapere tutto, smetterai di crescere.

Mito 9. “Ho bisogno di centinaia di immagini nel mio portfolio prima di mostrarlo in giro”.

Fare solo una foto, mostrarla in giro, ed aspirare di ottenere centinaia di commenti positivi di certo non è una scelta azzeccata.

Mito 10. “I fotografi professionisti fanno la bella vita.”

Certamente! Infatti, ho la ferrari proprio sotto casa. Forse nei film, ma non nella vita reale. La maggior parte dei fotografi definiti amatoriali non si rendono conto di quanto lavoro e sacrificio è necessario una volta che la propria passione diventa una professione.

Mito 11. “Per avere successo come fotografo, bisogna avere talento”.

Il talento è sicuramente un ingrediente importante, ma anche disporre delle competenze giuste per la gestione del proprio business, comprendere l’importanza della formazione personale investendo su di essa e rimanere aggiornati è ancora più importante. Un fotografo di talento, ma incapace di gestirlo, è sicuramente surclassato da un fotografo mediocre, ma che sa come valorizzarsi. Nessuno nasce fotografo e creativi si può diventare, tanto quanto nessuno nasce capace di gestire in modo naturale la propria attività di fotografo, ma questo non pregiudica la possibilità di essere dei validi imprenditori di se stessi.

Mito 12. “I fotografi pro sono meglio dei fotografi dilettanti”.

Solo perché alcuni fotografi sono in grado di fare soldi con le loro immagini e servizi, non significa che siano migliori di te. Tutti i giorni puoi vedere anche tu lavori dei cosiddetti fotografi amatoriali che superano di gran lunga la qualità tecnica e creatività dei fotografi professionisti. Tuttavia, non devi nemmeno illuderti. Molti fotografi professionisti semplicemente hanno perso la passione per il loro mestiere, specie se il lavoro diventa una routine, e questo può influenzare negativamente la qualità del loro lavoro.