Premessa.

In un mondo completamente interconnesso (o quasi), le foto di Gerardo Fortino sono la dimostrazione che le cose per essere realizzate vanno toccate con mano. Sono immagini che hanno il merito grandioso e terribile di riportarci alla realtà e di sbattercela in faccia, nel corso di un viaggio in luoghi in cui il vivere quotidiano è territorio di violenze, umiliazioni e negazione dei diritti fondamentali.
Il libro di Gerardo Fortino può essere paragonato a una pietra preziosa, una gemma rara e di grande valore che restituisce l’idea di una forza e di una passione sconfinate, di un’esigenza innata di raccontare al mondo ciò che si è visto con i propri occhi, di uno spirito incrollabile di libertà e indipendenza. E non è un caso il fatto che l’autore, per mantenere pure e inalterate queste caratteristiche, abbia fatto ricorso al self publishing per dare alla luce il suo lavoro. Questo libro va letto e interpretato come un percorso, in cui l’elemento probabilmente più impressionante sono gli occhi. Gli occhi, che nella fissità dell’immagine sono il legame tra l’autore, i protagonisti della storia e l’osservatore, combinando come nella migliore tradizione dei reportage fotografici concretezza e emozioni.
Perché è il lavoro di un fotoreporter di grande talento, intraprendente e coraggioso, che parte verso i quattro angoli del mondo armato solo di macchina fotografica per mostrarci il genere umano nella sua condizione più spaventosa e degradata. E già questo basterebbe a riconoscere a Fortino i meriti di un lavoro che va apprezzato anche solo per il suo valore giornalistico e di denuncia.
Ma il pregio principale di questa raccolta di foto sta nel fatto che l’autore assolve alla funzione del racconto senza mai perdere di vista l’umanità e la compassione, raggiungendo il difficile obiettivo di racchiudere in un libro una ricchezza di sentimenti e di stati d’animo difficili da descrivere ma di immediata e universale condivisione.
Il suggerimento, per il lettore, è di lasciarsi trasportare dal racconto di Fortino e di soffermarsi sui particolari e sugli innumerevoli significati e riflessioni che possono scaturire dall’osservazione di una foto. Vi ritroverete catapultati in un mondo senz’altro molto diverso e molto meno confortevole del nostro, ma arricchiti di un desiderio di conoscenza che resta impresso e va ben oltre l’immagine.

Andrea Mastromattei

GEDI Gruppo Editoriale – Divisione Digitale