Ngorongoro Crater – APPROFONDIMENTI

Le sue origini affondano nel passato remoto, all’interno dell’area del cratere si trova uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Sto parlando della Gola di Olduvai. Milioni di anni fa qui si trovava un lago, le cui sponde, secondo alcuni studi, furono ricoperte da successive stratificazioni di cenere lavica provenienti dai vulcani della zona che all’epoca erano tutti attivi. Solo 500.000 anni fa, una forte attività sismica iniziò a creare delle crepe profonde nelle rocce sedimentarie, e con ciò si iniziarono a rivelare le stratificazioni nelle pareti della gola che si è venuta a formare.

Ma questo non è tutto. Infatti, quando geologi e archeologi iniziarono a interessarsi a questa gola, mentre ne ricostruivano la storia geologica, scoprirono in alcuni strati rocciosi, resti di ominidi e animali estinti che permisero di scrivere, anche se parzialmente, la storia dell’umanità degli ultimi 3 milioni di anni.

Oggi il cratere ospita una moltitudine di specie animale, tra cui leoni, zebre, gnu, elefanti, rinoceronti, ippopotami e altro… tutti perfettamente integrati in questo luogo fuori dal mondo. Un silenzio ricopre l’intero sito, e tutto ciò che si può udire proviene solo dai miti e incantevoli suoni della natura. Poter percorrere quei sentieri conferisce uno strano senso di quiete. È come far parte di un quadro ricco, variegato dalle molteplici pennellate di colori che conferiscono sfumature e contrasti che difficilmente si possono vedere altrove. Poter ammirare la profondità del Cratere di Ngorongoro fa inevitabilmente pensare al fatto che a questo mondo ci siano ancora dei luoghi incontaminati che riscattano la scelleratezza del genere umano in tutti quei casi in cui ha devastato e lasciato la sua importa in ambienti che non ha compreso appieno.