Tanzania e Zambia – agosto e settembre 2017

Un antico proverbio tanzaniano recita:
“Sbagliando strada si impara a riconoscere la propria”.

Nel 2016 la popolazione in Tanzania ha raggiunto i 55,57 milioni, rispetto ai 41,06 del 2010. In soli sei anni si sono aggiunti al pacchetto demografico altri 14,51 milioni di persone. La condizione sanitaria è piuttosto grave, poiché al di fuori delle località turistiche come Dar es Salaam capitale dello Stato o Zanzibar; nelle zone più rurali del paese le condizioni igienico/sanitarie sono il problema maggiore. Ci sono carenze di personale e formazione medica, di attrezzature sanitarie e medicinali; le trasfusioni di sangue non sono sicure e vi è una considerevole complessità di rapporto tra lo staff medico e la popolazione locale il quale a causa anche di una dura situazione economica e di sfiducia nei medici, molti, infatti, scelgono di affidarsi a Shamani che rimanendo fedeli alla medicina tradizionale, ovvero, alla somma delle conoscenze, competenze e pratiche basate su teorie, credenze ed esperienze indigene, auspicano al bene del paziente.

È stato un cammino elettrizzante un ritorno alle origini. Molti associano questa terra al viaggiare, alla fuga o addirittura alla vita stessa, l’Africa ti colpisce nello spirito e quando ti ritrovi nuovamente per quelle strade color mattone, non puoi che esserne grato, poiché sei cosciente del fatto che ciò che vedrai lo ricorderai per sempre. Ogni stato dell’Africa ha una sua storia così come ha coscienza di sé. L’influenza occidentale affiancata dal mercato asiatico hanno invaso le città metropolitane come Dar es Salaam o Nairobi in Kenya, costruendo edifici di potere e interesse, mascherando le miserie che a soli pochi chilometri imperano incontrastate.

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