Qualcosa su di me!

Foto scattata all’esposizione fotografica “al di là del VIAGGIO” presso il MaM il Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza, alla mia destra la curatrice Marilena Morabito.

Chi è Gerardo Fortino

Ho dormito sotto le stelle in Kenya, ho vissuto con i Masai, ho pernottato diverse settimane in un orfanotrofio a Calcutta, ho percorso l’India sia in Treno sia in Taxi, ho nuotato nell’oceano indiano, bevuto latte di cocco direttamente dal frutto, giocato a dama sulle strade di Dar es Salaam in Tanzania, bevuto tè nero direttamente dal Samovar a San Pietroburgo e mangiato orrori gastronomici di ogni tipo. Eppure ancora oggi non riesco a fermarmi, sento dentro di me l’impulso di protrarre a viaggiare, non posso smettere più di fare fotografia.

Chi sono

Sono Gerardo. Ho 30 anni, nativo di Cosenza e la Nutella per me non ha segreti così come la macchina fotografica, i negozianti informatici mi venerano è sogno da tempo di vivere a NewYork City.

Ho iniziato a fotografare da piccolo, quando le Kodak usa e getta erano di moda, Fiorello portava il codino, alle 17:00 c’era Solletico e i documentari del National Geographic andavano in onda solo di domenica.

Il mio background professionale

Nel 2016 ho pubblicato il mio primo libro su Nairobi dopo un reportage in Kenya nelle baraccopoli di Dandora e Korogocho, a seguire volai alla volta dell’India dove restai per due mesi, poi in Tanzania e Zambia e ancora prima ho visto le Hawaii, NewYork e l’Europa e nel 2013 ho vissuto i conflitti tra Ucraina e Russia.

Il 2016 fu l’anno delle opportunità, le foto scattate in Kenya furono protagoniste in INSIDE NAIROBI l’esposizione fotografica personale presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano, il 1 aprile ricevetti un riconoscimento in un evento Patrocinato dal Senato della Repubblica Italiana a seguito dei miei lavori in India, il 2017 fui selezionato per la XIX Biennale d’Arte Internazionale di Roma del 2018 e a ottobre presentai al di là del VIAGGIO nel Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza.

Informazioni personali

Vagabondare è stata da sempre la meta più grande, il solo e sfuggente pensiero di un futuro dietro una scrivania mi terrorizzava e cosciente del fatto che i miei genitori avevano idee discordanti a me non interessava. Scelsi di investire tutto ciò che avevo nella fotografia nonché la mia passione più grande.

Oggi posso fieramente raccontare delle mie avventure in Kenya, in Etiopia, in India, in Tanzania e altro, posso sfogliare le pagine della memoria e rivedere oltre l’orizzonte, osservare le fotografie mi permette di respirare tante e tante volte ancora quella tradizione mista a novità che ho sempre cercato.

Charles Baudelaire disse “che i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole“.

Riflessioni…

Da quando ho afferrato professionalmente una macchina fotografica sono alla ricerca di una firma, di un particolare che diversifichi il mio lavoro dal mucchio. Mi guardo attorno alla ricerca del batter d’occhio che fermi il tempo per poi riprendere un viaggio più profondo. Generalmente niente è solo un quadro o una fotografia, se osservata nel modo giusto al di là di quello che rappresenta ci si scoprono sempre visioni del mondo, ossessioni, manifestazioni dell’inconscio; ogni scatto è una sfida e un’avventura, sono il peggior critico di me stesso e il migliore acquirente, la mia mente lotta tra il continuo desiderio di viaggiare e quello di fermare il tempo, e pura follia.


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